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Il metodo Stanislavskij

Quello che oggi è conosciuto come Metodo Stanislavskij nasce dalla vita di Stanislavskij stesso. L’intera vita artistica e lavorativa di Stanislavskij, infatti, è stata una ricerca, un’indagine,
un’osservazione. Un’esistenza trascorsa a osservare le dinamiche sceniche, i moti dell’anima.

La storia professionale di Stanislavskij è la storia del suo lavoro di attore tra gli attori e di regista. Il regista è divenuto, ben presto, pedagogo per rispondere ai quesiti nati dalle sue inquietudini di attore. Tra le centinaia di pagine di appunti, Stanislavskij scrive: l’attore è al primo posto, tutto il resto è sfondo. L’attore, la persona è al centro del suo interesse. Alla psicologia del personaggio, Stanislavskij accompagna la grande innovazione della psicologia dell’attore.

Egli, infatti, affianca al mondo del personaggio, alle sue aspirazioni, ai suoi sentimenti, quelli dell’attore, tenuto a fare un grande lavoro su di sé. E di questa ricerca personale, fanno parte le esperienze reali, relazionali, emotive, che divengono bagaglio cui attingere per la creazione artistica. La professionalità dell’attore stanislavskijano, quindi, si basa su una materia prima esclusiva. Tale materia è l’unicità della sua natura personale, arricchita e rivelata attraverso un approfondito lavoro su di sé. L’attore stanislavskijano, raggiunge dunque una grande consapevolezza del proprio mondo interiore e del proprio potenziale creativo.

Il Metodo si configura, sin dalla sua nascita, come un processo teso a una continua ricerca del cambiamento. Fondandosi sull’idea di sfida continua, di evoluzione e di adattamento dinamico, esso si sviluppa – e rimane ancora oggi – come espressione costante di una messa in discussione di se stessi e delle proprie abitudini personali e culturali. Non essendo una codificazione compiuta di regole definite, il Metodo apre le porte a sperimentazioni e sviluppi, in ambito teatrale e psicologico. “Psicotecnica”, infatti, è la definizione che lo stesso Stanislavskij dà del suo Metodo, del suo processo di ricerca. È proprio questo concetto a contenere i due aspetti fondanti del sistema. Primo il suo alimentarsi di aspetti psicologici, identificando nel mondo interiore dell’attore, come uomo, la fonte del processo creativo. Secondo il suo essere tecnica, cioè pratica, esperienza sempre necessariamente aperta a risultati diversi e innovativi.